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La serie di A Plague Tale si è fatta notare, negli anni, per il suo peso narrativo. Non poteva quindi che finire nel mio radar, e non poteva che finirci anche lo spin-off Resonance: A Plague Tale Legacy, che si allontana dalla peste e dalle orde di topi per narrarci le origini di Sophia, uno dei personaggi che abbiamo incontrato in Requiem.
Ma com’è giocare quest’avventura su Steam Deck? Così così, in realtà.
Resonance: A Plague Tale Legacy su Steam Deck
Cos’è Resonance: A Plague Tale Legacy
Prima degli eventi che animano i viaggi di Amicia e Hugo, protagonisti dei due capitoli principali della serie, Resonance: A Plague Tale Legacy vuole raccontarci come Sophia è diventata la persona che abbiamo conosciuto in A Plague Tale Requiem.
Per farlo, Asobo ha in realtà inseguito un modello molto diverso da quello del passato: se per Amicia l’uso della forza era proprio l’ultima, disperata, risorsa – che peraltro le costava tanto, dal punto di vista personale – Sophia è combattiva per natura, una bambina cresciuta addestrandosi a combattere per essere all’altezza di suo padre e della sua “famiglia” di predoni.
Il risultato è che il gioco si plasma sulle caratteristica della sua eroina, proponendosi come un’avventura ad alto tasso d’azione, che però non si snatura del tutto rispetto ad A Plague Tale, proponendo tanti (taaaanti) puzzle che si alternano bene ai momenti adrenalinici. E portando il tutto su binari narrativi che, già dopo il prologo, in realtà fanno tornare per scoprire come proseguirà il viaggio, in un mix di storia originale, mitologia ellenica e narrazione oscura e psicologica che mi ha sorpresa in positivo.
Migliori impostazioni per Resonance: A Plague Tale Legacy su Steam Deck
Vi condivido le impostazioni che ho usato più a lungo su Steam Deck, ma considerate che potete anche bloccare il frame rate a 30 fps per maggior stabilità, in caso disattivando il frame generator incluso.
Grafica
- Frequenza massima: 60
- Risoluzione schermo: 1280 x 800
- Anti-Aliasing: AMD FSR
- FSR: 2.3.4
- AMD FSR: Bilanciata
- AMD Frame Generation: attivo
- Aberrazione cromatica: normale
- Pre-impostazione della grafica: bassa
- Qualità delle texture: media
Esperienza di gioco
Resonance: A Plague Tale Legacy su Steam Deck non è un gioco leggero da adattare a far girare su Steam Deck. Ha un comparto tecnico sontuoso, sia nelle luci che nei dettagli, e questo chiaramente mette molto alla prova l’hardware portatile di Valve.
Ho notato che ci sono due strade: prima di tutto, FSR 2.3.4 per qualche motivo mi ha restituito risultati più stabili rispetto a FSR 3. Potete fare qualche esperimento con le varie versioni per trovare quello che vi soddisfa di più, in termini di upscaling. Le due strade, da lì in poi, sono scegliere il blocco a 30 fps o cercare un frame rate leggermente più alto. Nel primo caso il vantaggio è che il gioco è più stabile, nel secondo – in tutti i frangenti in cui potrebbe andare al di sopra dei 30 – ci si gode molto meglio i combattimenti basati su parry e risposta.




Nel mio caso, ho provato a rimanere sopra i 30 fps attivando il Frame Generator incluso nel gioco, che una volta tanto non introduce un input lag fastidioso – cosa che spesso capita, con queste tecnologie.
Chiaramente, il gioco richiede compromessi importanti in termini tecnici, per avere un frame rate dignitoso su Steam Deck. Tuttavia, con queste impostazioni rimane quasi sempre sopra i 30 fps (in alcuni momenti l’ho visto a 27-28), e ci sono molte sequenze, come quelle al chiuso o dei puzzle, in cui sta anche serenamente sopra i 40 fps.
Occhio, però: sia perché i compromessi si vedono, sia perché il gioco al momento non è impeccabile dal punto di vista della pulizia tecnica, e possono capitare sia dei crash che dei bug che vi uccidono (ad esempio, cascare fuori dalla mappa) che vi costringeranno a ripartire dal checkpoint.
Per il resto, al di là dei consumi importanti – abbastanza ovvi, quando si tratta di titoli così esosi – l’interfaccia si adatta bene allo schermo piccolo, anche se qualche testo, soprattutto nel menù delle abilità e degli equipaggiamenti di Sophia, poteva essere più grande. Niente paura, però, perché comunque dalle opzioni di accessibilità si possono ingrandire un po’ sia i sottotitoli che l’interfaccia, in modo da venire incontro a chi (come la sottoscritta) ha un problemino con i testi troppo piccini.
Difficoltà delle impostazioni
Le impostazioni sono abbastanza leggibili e non soverchianti: si capisce sempre cosa si sta modificando, ci sono spiegazioni al lato dello schermo e i preset grafici danno una mano anche ai neofiti. La difficoltà sta, chiaramente, nel trovare l’incastro giusto per il vostro gusto, considerando che un gioco come questo in handheld comporta delle rinunce – e, credetemi, comporta rinunce anche su ROG Xbox Ally X e MSI Claw 8 AI+, dato che l’ho provato anche lì. Immaginate quante siano su Steam Deck.
Non è quindi tanto difficile capire come orientarsi tra le impostazioni, ma trovare l’incastro giusto per le vostre aspettative, rispetto alle varie opzioni, dato che quelle di default non vi saranno d’aiuto.
Ne vale la pena?
Al momento purtroppo devo dire di no, non tanto per i contenuti del gioco – che, come avete capito, ho apprezzato perfino con mia sorpresa – ma per i problemi della build. Arrivati all’inizio del capitolo 9, peraltro, il gioco crasha irrimediabilmente su SteamOS e non va più oltre, sia che giochiate su Deck sia che giochiate su Machine. Nel mio caso, per superare quella parte ho dovuto lanciare il gioco su un’altra macchina con Windows, superare la sequenza, salvare e riprendere a giocare su SteamOS dopo, con il salvataggio in cloud. Incomprensibile, per me, perché sia ritenuto Giocabile su Deck e addirittura Verificato su Machine, considerando che quel punto ora come ora è insuperabile senza un altro hardware.
Con problemi di questo tipo, che si affiancano a qualche sporcatura più piccola (ad esempio, ho fallito un puzzle quando ero quasi riuscita a sistemare tutto perché Sophia è caduta attraverso il pavimento) che si risolverà facilmente con altre patch, al momento secondo me è meglio giocare Resonance: A Plague Tale Legacy altrove. Anche perché è un’avventura simile a quelle di un tempo, che non allunga artificiosamente la sua longevità, ma rispetta il tempo e l’intelligenza del giocatore, protraendosi fin quando il gameplay e la sua storia hanno davvero qualcosa da dire.
E questo è un grande merito, in quest’epoca di giochi ipertrofici che non ti lasciano niente. Peccato solo per gli inciampi tecnici, che spero vengano risolti.
E, ovviamente, c’è il fattore tecnologico: il motore proprietario di Asobo Studio, Zouna, ha creato alcuni degli scorci e delle espressioni facciali più impressionanti e notevoli che abbia mai visto. Su Steam Deck, chiaramente, questo colpo d’occhio non può essere restituito al massimo della forma ed è un compromesso di cui tenere conto.

